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“Custodiamo la Madre Terra...<br /><br />
 per essere uomini e donne di vita”
7-02-2017

“Custodiamo la Madre Terra...

 per essere uomini e donne di vita”

“Custodiamo la Madre Terra... per essere uomini e donne di vita” è la tre giorni dedicata a salute, ambiente e tutela del territorio in programma dal 10 al 12 febbraio a Ercolano (Na).
L’organizzazione dell’evento è a cura dell’associazione Giovani per il Territorio, Salute Ambiente Vesuvio, Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, Cooperativa Sociale Sepofà
La rassegna prevede messe per le vittime  di tumori e leucemie, una mostra fotografica e due presentazioni di libri.

Il palinsesto

Venerdì 10 alle ore 18 presso la Chiesa di San Vito (Via San Vito, Ercolano) una messa in suffraggio delle vittime di tumori e leucemie. Alla funzione sarà presente Anna Magri, dell’associazione “Noi Genitori di Tutti”, ente sostenuto dai genitori che hanno perso un figlio nella Terra dei Fuochi.
Sabato 11 alle ore 16 presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù (Via Luigi Palmieri, Ercolano) si terrà la messa in unzione degli ammalati.
Alle ore 18.30 si inaugurerà presso Le Scuderie di Villa Favorita - Corso Resina 330/332, Ercolano (Na) – la mostra fotografica Contraddizioni,a cura dell’associazione Giovani per il Territorio, vede come oggetto delle modelle che passeggiano tra i rifiuti del territorio ercolanese.
Le foto saranno esposte fino al 16 febbraio.
 
A seguire verrà presentata l’antologia di racconti “Radici Emergenti – Storie di Identità e Territori” (con prefazione di Amalia de Simone, giornalista del Corriere della Sera) a cura della Cooperativa Sepofà.
Domenica 12, ore 18 presso Salone Parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù (Via Luigi Palmieri, Ercolano), presentazione del libro “Una Spiaggia Troppo Bianca” di Stefania Divertito. Il testo tratterà le tematiche sui rischi legati ad amianto ed inquinamento. L’evento è a cura della Cooperativa sociale Sepofà. Modera Amalia De Simone, giornalista del Corriere della Sera. Interverrà Vincenzo Capasso di Let’s do it! Italy.  
 
Perchè una tre giorni sull’ambiente a Ercolano? Per molti, l’inquinamento della zona vesuviana esce dal perimetro della Terra dei Fuochi. Forse è proprio per questo che i locali hanno ribattezzato la zona  “Terra dei Fuochi Vesuviana”. Nonostante la mancanza di un’etichetta degna di nota il Parco Nazionale del Vesuvio è diventato una delle discariche abusive più grandi d’Italia. Ercolano, Terzigno, Boscoreale. I veleni nell’area vesuviana sono seppelliti ovunque ed hanno contaminato le falde acquifere, oltre che condannato a morte – con tumori e leucemie – migliaia di persone.
“L’idea di fotografare delle modelle nei pressi di cumuli di rifiuti – racconta Domenico Sannino, presidente di Giovani per il Territorio – nasconde anche una vena goliardica e ha come scopo quello di avvicinare la gioventù (e non) ai temi che spesso è difficile accettare e su cui a volte si preferisce sorvolare. Utilizzando delle modelle si vuole sottolineare la dicotomia tra la bellezza inestimabile dei nostri paesaggi e lo scempio causato dall’uomo che li sta distruggendo a suon di roghi tossici, interramento e sversamento di rifiuti”.
La questione ercolanese è balzata agli occhi dell’opinione pubblica grazie alla denuncia di due sacerdoti: Don Marco Ricci, sacerdote della chiesa di Santa Maria della Consolazione a Ercolano e padre Giorgio Pisano. I due sacerdoti  rilevarono un numero elevatissimo di funerali di bambini nelle loro diocesi. Per far luce sulla vicenda, i due padri decisero di rivolgersi all’Ospedale Monaldi.  “Si è scoperto che nelle zone della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, Croce dei Monti, Parco delle Mimose e San Vito c'è un'incidenza di tumori spaventosamente alta. Oltre ai casi accertati, ciò che maggiormente preoccupa è l’incidenza sul territorio.
Secondo un rapporto redatto dal dottor Gerardo Ciannella – direttore dell’Unità di Medicina Preventiva del Monaldi e medico impegnato con l’associazione Salute Ambiente Vesuvio – “studiando un campione di 324 residenti di San Vito, una frazione di Ercolano, è emerso che in un territorio abitato da circa 6000 persone ci sono 203 persone malate (130 uomini e 73 donne). Le patologie sono leucemie, neoplasie respiratorie, neoplasie digestive, neoplasie urinarie, neoplasie celebrali, neoplasie mammarie”.
 
Per approfondimenti:  
Ufficio Stampa
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